Zoo geometrico – Parmiggiani

Zoo geometrico di Claudio Parmiggiani è un multiplo del 1970. Si tratta di una forma geometrica in metacrilato termoformata, serigrafata a colori a imitazione della livrea del ghepardo. Zoo geometrico nasce originariamente con grandi costruzioni geometriche in legno ricoperte di finte pelli di animali, che davano forma a solidi geometrici. Queste forme furono inserite e fotografate in contesti naturali. Le grandi “stilizzazioni” animali vennero poi realizzate in multipli di ridotte dimensioni con metacrilato decorato mediante un sottile strato serigrafico a colori.

Abbiamo avuto diverse occasioni di intervento su materiali plastici di diverso tipo (i perspex di Schifano, le schiume poliuretaniche di Turcato utilizzate per la serie di opere Superfici Lunari, o quelle impiegate nei Tappeti Natura di Gilardi, i PVAC polivinilacetati e PVA alcool polivinilico utilizzati nell’industria e poi impiegati ad esempio da Pinot Gallizio per le sue pitture, le gomme impiegate da Carol Rama in particolare le camere d’aria di biciclette e molti altri).

Anche in questo caso è stato necessario indagare i materiali per poter procedere in sicurezza e riuscire a ricostruire in modo mimetico le porzioni mancanti come richiesto dalla committenza.

Seppur l’intenzione originale di intervento prevedesse la ricostruzione delle macchie mediante software grafico e realizzazione del ritocco tramite tampografia con colori reversibili, i costi dell’intervento hanno fatto optare per una scelta più “tradizionale”.

Siamo intervenuti innanzitutto con il consolidamento del sottilissimo strato serigrafico in molti punti deadeso. L’operazione ha richiesto strumentazione di precisione tra cui microscopio bioculare, spilli entomologici e siringhe da insulina. L’opera si presentava già con un intervento improprio di ritocco, eseguito con smalto, molto debordante e in spessore. La rimozione del ritocco ha richiesto un lungo intervento di precisione al fine di recuperare la serigrafia originale senza rovinarla e con particolare attenzione a non rigonfiare o solubilizzare il supporto plastico.

Il supporto in metacrilato molto sottile era rotto in più punti con porzioni mancanti. La principale difficoltà era quella di ricostruire il supporto mancante con materiali compatibili con l’originale, in grado di creare la corretta adesione e tenuta ai sottili bordi. Dopo una lunga serie di test, anche di materiali commerciali, per trovare la migliore miscela si è optato per uno stucco-adesivo autoprodotto in grado di soddisfare tutte le caratteristiche ricercate.

Alla fine è stato possibile eseguire il ritocco e ricostituire la continuità estetica perduta.

Claudio Parmiggiani (1943) comincia la sua esperienza artistica a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta con l’informale, attraversando e interpretando correnti diverse nel suo percorso. Il modo in cui impiega gli oggetti è un uso tendente al poetico, un’associazione colta di elementi dal carattere simbolico. L’opera di Parmiggiani è affine per certi versi a quella dell’arte povera, infatti, nel 1969 crea opere come lo Zoo geometrico che si pongono sul versante del reimpiego del naturale o del rapporto tra naturale e artificiale su cui lavorano in quel momento anche artisti come Pascali, Penone e Gilardi.

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